Recensione cinematografica di Inter vs Barcellona

Ci si trova in fila per il biglietto della partita di cartello della sesta giornata di Champions, per quello che è presentato, in Italia, come un action thriller, con grande attesa per l’interpretazione del mai domo Antonio Conte, del muscoloso Lukaku e dello “svelto e furbo” Lautaro. Allo stesso tempo in Spagna, si parla di un B-movie, interpretato da giovani promesse e qualche vecchia gloria del grande schermo, dove le stelle di Hollywood se ne restano a casa.
Già prima di entrare in sala, qualche critico con il vizio del sospetto e della negatività vocifera più di biscotti che di pop corn. Ma a noi non importa, ci sediamo fiduciosi di vedere un bello show, quando la solita reclame pre spettacolo, ci informa che la tecnologia del 2000 è arrivata anche per i pastori, e con solo 80 euro, puoi farti i formaggi a casa, avendo il latte e qualche pecora nel giardino.
Colti da questa illuminazione, nemmeno ci accorgiamo che il film, la partita, è iniziata.
Le giovani promesse spagnole, sconosciute ai più, giochicchiano a centrocampo con lentezza esasperante, e più che un frizzante B-movie, sembra un film indipendente, di quelli che guardi con la palpebra calante, mentre aspetti che succeda qualcosa…invano…
I nostri eroi invece si sbattono e corrono senza successo, il prode Conte come al solito balla sulla linea, regalando quella tipica vena comica nell’action movie, che tanto ci piace.
Poi all’improvviso…Perez…come nei migliori thriller, ecco il colpo di scena! Lo sconosciuto, dalla faccia comunemente catalana, che assesta un colpo tragico e inaspettato…silenzio in sala, la tensione si taglia e attanaglia.
Non può finire così, lo sappiamo, il cattivo non può vincere.
Le nostre star nerazzurre si prodigano, finchè il “forzuto” da fuori aria riporta la gioia in sala e sì! Il bene deve trionfare e chissà nel proseguo della serata che altre emozioni vivremo e si che in Italia non facciamo solo cinepanettoni ma sappiamo fare altro etc….
Così presi dalla gioia del gol, quasi non ci accorgiamo che è finito il primo tempo, si riaccendono le luci, si va al bagno, o a fumare, noi personalmente ci sfreghiamo le mani pensando a cosa potrà succedere ora e andiamo su Amazon a comprare quello strumento, che permetterà anche a noi, di vendere i nostri formaggi per strada, come fanno i pastori sardi d’estate.
Secondo tempo : l’assedio dei nostri eroi. Sferzati dal Conte indomito, le stelle di San Siro si riversano in attacco. il forzuto Lakuku si scatena nella lotta, i suoi muscoli esplodono di potenza, è così in tiro che a due passi dal povero portiere blugrana, il mai dimenticato Neto, convinto di far del sano fan service, cerca di ucciderlo tirandogli addosso a 400kmh.
Poi ancora colpi di scena, ancora Lukaku e poi il furbo Lautaro regalano il gol che regalerebbe gioia a tutti, ma niente, fuorigioco e ancora fuorigioco, maledettamente fuorigioco…il male che ci mette lo zampino e ci lascia con l’amaro in bocca, ma con la consapevolezza che qualcosa ancora debba accadere!
Ed accade. In questo periodo di forti discussioni sull’immigrazione, non deve stupire che nella sceneggiatura compaia questo ragazzino, 16 anni, immigrato in Spagna all’età di 7 con i genitori della Guinea. Non ci si deve stupire se proprio lui segni il gol definitivo, in faccia all’ariana difesa nerazzurra.
Colpo di scena? Buonismo politico? A voi la risposta.
Da questo punto in poi, la partita perde mordente, la sala è silenziosa, qualcuno va a casa senza vederne la fine, altri bestemmiano sotto voce, alcuni se la ridono, io, rimango impassibile. Guardo i minuti finali con poche speranze e mi rendo conto, che ero venuto a vedere un action thriller in cui i buoni avrebbero vinto, mentre mi ritrovo a vedere il solito dramma all’italiana, dove ognuno recita lo stesso ruolo in ogni film, e allora il forte ha lottato, il furbo ci ha provato e l’indomito Conte, ancora una volta è uscito subito dall’Europa che conta.

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