Ci prepariamo quindi a questo spettacolo pre-serale, quando mancano 3 giorni a Natale, così da spezzare il fiato, tra abbondanti pasti e la solita filmografia di questi giorni. A proposito, non sarà un cinepanettone, nè una commedia con un qualche Babbo Natale in difficoltà, aiutato dal bambino newyorkese di turno.
Il film segue il fortunato filone, di drammi contemporanei, alla “Siriana”, anche qui con cast stellare, dove la fanno da padroni le star bianconere e Mr Multinazionale 7.
L’ambientazione è quella classica degli Emirati: deserto ordinato che fa da cornice a strutture modernissime.
Qui i locali mostrano subito una grandissima aspettativa, nell’incontrare le loro star preferite, che da parte loro nutrono una grande aspettativa, nel gonfiare le loro tasche con i petrodollari.
Così assistiamo già prima che la vera contesa inizi, alla differente strategia messa in atto dalle due squadre: i bianconeri, indossano capi che strizzano gli occhi ai locali, c’è chi dice per farsi voler bene, chi dice per farsi una carrettata di soldi. Dall’altra parte i biancocelesti, se ne fregano altamente, e invece di pensare al marketing, preparano la conquista della loro personale “Mecca” con grande cura, addirittura, lontani dal vecchio proverbio,”non fare domani quello che puoi fare oggi”, spostano tutti i loro impegni precedenti, per concentrarsi su questo.
Appena il film prende quota, si capisce subito che la strategia biancoceleste, possa dare i suoi frutti e infatti, passano in vantaggio con uno spagnolo dalla barbetta magrebina, degno successore dei grandi sultanati iberici e certamente digiuno dell’Orlando Furioso. Quindi comandano la partita da subito, mostrando di essere sprezzanti nei confronti dei desideri dei locali, che da par loro, vociano carichi solo, quando il loro idolo Madeirese si propone come leader e profeta.
Il sottotesto inesistente del primo tempo, lo fa scorrere piuttosto noiosamente, fino a che i bianconeri, riportano la contesa in parità, con un lesto argentino, spinto comunque dalle intenzioni sacre del Ronaldo con il 7.
Il secondo tempo, offre qualche emozione sparsa, da subito si capisce che qualcosa non va, ed infatti si comincia a respirare aria di censura e Jihad, quando inizia a serpeggiare la notizia, che l’idolo della folla è “Cristiano” , tanto è vero che subito segna il vecchio Lulic, bosniaco e musulmano, che si accaparra le simpatie di tutti .
I bianconeri ci provano a sovvertire l’ordine che la trama si è autoimposta, ma non riescono a trovare varchi nella cocciutaggine degli avversari.
Siamo dunque quasi alla fine e il regista ci propone una classica “sliding door”, con l’argentino dal bell’aspetto e dalla bella ragazza, che ha venduto centinaia delle sue maglie in questi giorni, che ha una grande opportunità, ma la spreca, come solo chi ha troppo può sprecare; dall’altra parte, un ragazzetto romano e laziale, che non ha venduto neanchè na maglia ma ha comprato souvenirs per tutti i suoi parenti come regali per Natale, mette fine alla contesa con una perfetta parabola, che recita:” Non solo di petrolio e marketing, vive un uomo”.
Il film così si conclude, un finale a sorpresa? Non proprio, un finale bello ed epico? Dipende dai punti di vista, se si è per il marketing multiculturale in cui le star di Hollywood vincono, allora no, se si è per la testardaggine catto-europeista e molto italica, allora si uscirà soddisfatti, magari attendendo un seguito.
Recensione cinematografica Supercoppa 2019